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Questo però non vuol dire che debba per forza rappresentare quello che vende.

Se un’azienda vendesse lamponi e il loro logo fosse un lampone sarebbe un po’ banale no?

Per scegliere il font più giusto per le keywords analizzate bisogna scegliere separatamente dal resto del processo creativo. È sempre utile, ovviamente, avere conoscenze di base sui font e sulle tipografia, magari sapendo innanzitutto che cos’è un font (lo sai vero? Però ricorda: anziché partire dai font pre-installati sul computer è meglio cercare qualcosa di più attinente alle keywords evidenziate prima.

Per cercare qualcosa di più esclusivo e originale non è bene andare sulle piattaforme di font gratis (come dafont) ma magari cerca qualcosa sulle piattaforme a pagamento (come myfonts), molto più professionali e specializzate (sempre cercando di rimanere in linea con il budget disponibile).

Bisogna iniziare a pensare a come sarà il marchio finale.

Sia chiaro, in ogni modalità d’uso le sfumature non sono mai il punto cardine attorno alle quali ragionare sul logo.

Possono però essere una possibile variante del logo stesso su schermo. Nella creazione di un logo solitamente si distinguono alcuni momenti importanti che sostanzialmente si possono raggruppare in queste 5 fasi.

Si parte dallo strumento più potente per la creatività: la tua mano, veicolata su un foglio di carta attraverso una penna o una matita.

Lavorare direttamente su schermo con Illustrator è un grosso errore perché limita fortemente il potenziale della tua creatività.

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